Continuiamo il nostro viaggio nel mondo del corallo, dopo il post pubblicato qualche giorno fa. Stavamo parlando di pesca del corallo. Cosa possiamo dirvi a riguardo?
La pesca del corallo in Sardegna
Per esempio, la pesca effettuata in Sardegna, dove le colonie di corallo sono tra le più sane e qualitativamente ricercate dal mondo commerciale, è giustamente regolamentata. Per poter pescare il corallo nelle acque intorno all’isola occorre inoltrare regolare domanda alla Regione Sardegna che, se concessa, avrà validità annuale e darà la possibilità di pescare determinate quantità di corallo, non più di un paio di Kg. e in zone espressamente assegnate seguendo regolamentazioni precisissime. Non si può strappare il corallo direttamente dal substrato roccioso senza lasciarne una piccola parte per la ricolonizzazione. La scelta dei rami da raccogliere deve essere attenta e oculata onde evitare di alterare l’equilibrio del piccolo ecosistema e permettere che si possa ricostruire al più presto.
Prima di riemergere in superficie bisogna osservare tempi di sosta sul luogo della raccolta per permettere alle spore che si staccano dal ramo raccolto di tornare nella colonia. Anche quando si arriva a pelo d’acqua bisogna lasciare in un retino il pescato per alcuni minuti in modo tale che tutto il materiale organico che viene rilasciato non venga disperso ma possa trovare ricollocazione in mare. Solo a questo punto, una volta risaliti, ci si reca alla capitaneria di porto più vicina di pertinenza per dichiarare il peso e la qualità del corallo pescato.
Quando il corallo diventa arte da ammirare: dove andare?
L’abilità degli artigiani, cosiddetti corallari , può ora dare vita alla semplice collanina che tanto ci piace, appoggiata sulla bancarella, ammirata durante la nostra passeggiata serale. Il corallo in Sardegna è ovunque. Se vi incuriosisce vedere come viene lavorato, vi suggerisco una passeggiata nel centro storico di Alghero dove, bottega dopo bottega, potreste avere la fortuna di imbattervi in qualche vecchio artigiano intento a forgiare e lucidare fili di collane di corallo. Non è tutto: se, come me, amate non solo conoscere cosa c’è dietro un gioiello ma volete anche approfondire la conoscenza delle abilità umane, non potete perdervi un giro al museo del corallo di Alghero. C’è un altro posto famosissimo, nel mondo per la lavorazione del corallo, che, guarda caso, è in Italia. Si trova a Torre del Greco. In questa località vi è la maggior concentrazione mondiale di corallo . Qui si lavorano tutte le qualità del corallo esistenti e anche dei Camei ( altro prodotto del mare ). Durante una visita agli scavi archeologici di Pompei non perdetevi una visita ai musei di corallo, ce ne sono diversi.
La collezione privata di Basilio Liverino, inoltre, però è in grado di trasmettere emozioni uniche nel suo genere. In stanze realizzate direttamente nel sottosuolo e a una temperatura costante di 19 gradi è possibile vedere oltre a gioielli, statue e un intera collezione di varie epoche proveniente da diversi angoli del pianeta raccolti personalmente dal dottor Liverino. In mezzo a tutta questa bellezza c’è anche una parure di corallo serie “fiori e frutti ” realizzata personalmente per Paolina Bonaparte . Non solo: possiamo ammirare anche il famosissimo cameo che rappresenta la storia dell’ impero Britannico datato 1800 inciso su conchiglia di rara bellezza. Siamo certi che sia solo una collanina di corallo?
Nel nostro negozio di Corso Cabassi a Carpi abbiamo oggetti di corallo molto interessanti, sia gioielli che qualcosa per rendere preziosa la vostra casa. Venite a trovarci!
Daniela Bisi per Bisi Gioielli

